Stile di vita

A come AFFERMAZIONE: l’importante è crederci!

Ho sempre pensato che l’umiltà fosse una grande qualità. Non mi sono mai ritenuta una persona che si prende troppo sul serio o che pensa di avere la verità in tasca. Quelli che ci credono troppo, insomma, non mi sono mai stati simpatici.

“Solo gli stupidi non cambiano mai opinione!” recitava qualcuno.

Quando la pratica di Miracle Morning mise come secondo punto dei S.A.V.E.R.S. le AFFERMAZIONI, iniziai a dubitare della serietà della pratica.

Non mi ci vedevo proprio davanti ad uno specchio a dirmi: “Dai Cate! Dai che ce la fai!!”

Quando iniziai il mio Miracle Morning, saltavo a piè pari questa parte. Baravo, insomma.

Ma cosa sono le Affermazioni e perchè alla fine ho cambiato idea?

Le affermazioni, a onor del vero, sono pratiche che quotidianamente compiano, anche inconsciamente: ogni volta che ci troviamo davanti ad una situazione, bella o brutta che sia, ci diciamo automaticamente in testa cosa accadrà, se andrà a buon fine oppure no. Un esempio? Prendete voi stesse nel momento in cui dovete cucinare: se dovete fare una ricetta semplice, automaticamente sapete e dite a voi stesse che andrà tutto bene perchè già la sapete fare. Se invece volete arrischiarvi in una nuova ricetta che già solo dal nome vi sembra difficile, sentirete la vocina interiore che vi dice: ma sei sicura? Secondo me non viene bene!

Così, la prima cosa che diciamo ai nostri ospiti a tavola è: scusate, non so se è buono! Ci siamo autoconvinti che non eravamo in grado di farlo alla perfezione!

La pratica delle Affermazioni di Elrod mira a far si che la nostra mente inizi a lavorare in positivo, puntando non sulle nostre incapacità ma sulle nostre potenzialità.

“Sia che ve ne rendiate conto o meno, parlare costantemente con se stessi non è un comportamento esclusivo dei pazzi. All’interno della nostra mente si sviluppa continuamente un dialogo, praticamente senza interruzioni. Ciò avviene per lo più in maniera inconscia, il che significa che non siamo noi a dialogare volontariamente con noi stessi. Al contrario, solitamente permettiamo alle esperienze passate (sia buone che cattive) di ripetersi ancora e ancora nelle nostre teste. (…) Le affermazioni possono funzionare a nostro favore o sfavore, a seconda di come le si utilizza. Se non definiamo e scegliamo consciamente le affermazioni che ripetiamo a noi stessi corriamo il rischio di ripetere e rivivere le paure, le insicurezze e le limitazioni che abbiamo sperimentato in passato.”

Quando mi resi conto di questo meccanismo inconscio quotidiano, iniziai a pensare che effettivamente, se la mia mente comunque parlava da sola, tanto valeva suggerirle cosa dire. Solo ultimamente perciò, dopo il silenzio e prima della visualizzazione, ho aggiunto un paio di minuti di affermazioni, dove fondamentalmente incoraggio me stessa!

Io ce la posso fare!


“Smettiamo di concentrarci solo su ciò che facciamo di sbagliato e di essere troppo duri con noi stessi quando sbagliamo; meritiamo tutti il successo che desideriamo”

Ovviamente non puntate subito in alto (anche se qualche guru suggerisce di partire a mille!). E’ inutile pensare che riusciremo sicuramente a diventare miliardari in un anno!

Io preferisco più la pratica delle tre P: Piccoli Passi Possibili.

Questa pratica me l’ha insegnata un’altra grande donna dalle imprese giganti: Chiara Corbella.

«Per arrivare al Signore non devi correre né camminare troppo piano: devi avere un passo costante, continuo e soprattutto sul presente; perché la stanchezza viene se pensi al passato e al futuro, mentre se cammini pensando soltanto al piccolo passo possibile che tu ora puoi fare, a un certo punto arrivi alla meta e dici: “Sono già arrivata! Incredibile, Signore, ti ringrazio!”».

Ed è proprio così: siamo stati messi al mondo per una meta, una promessa di felicità. E tutti ci arriveremo se faremo dei piccoli passi possibili in quel momento per le nostre forze. L’importante è non stare fermi!

Cosa ho guadagnato da questa pratica? Un inconscio positivo!

Davvero mi sto accorgendo che ora, nelle situazioni critiche o in cui non so bene se e cosa fare, l’inconscio mi viene in soccorso e automaticamente penso “Cate, ce la puoi fare! Fai un passo piccolo verso quella direzione e piano piano ci arrivi!”.

L’ho pensato sospesa in cima ad un albero durante un percorso ad uno skypark, in una situazione dove naturalmente sarei morta di paura per l’altezza. L’ho pensato all’ultima analisi del sangue, io che di solito faccio parte del gruppo “appena vedo rosso svengo!”.

Lo sto pensando in questo periodo di forti cambiamenti e di timori per un futuro che devo costruire da me.

Non so se basta crederci, per arrivare alla fine del percorso, ma sicuramente dirselo aiuta a camminare più allegri!

 

Al prossimo post!

Cate

 

 

3 thoughts on “A come AFFERMAZIONE: l’importante è crederci!

  1. Ho trovato anche io questo esercizio nel libro “90 esercizi di un monaco buddhista” (ne parlo nel post dei libri 2017 ) e si!! Penso anche io che possa davvero aiutare!! Magari non lo faccio davanti a uno specchio ma quando sono giù mi dico prima di andare a letto ” domani sarà una bella giornata!!!”

  2. E pensare che io iniziavo a credermi matta per tutte le volte che mi dico da sola che ce la posso fare o faccio dei cori in stile cheerleader nella mia testa (ma lì è deformazione professionale, once a cheerleader, always a cheerleader xD).
    Almeno ora so che faccio bene! 😀

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