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Fast Fashion: cos’è?

Ciao a tutte ragazze! Oggi vorrei iniziare un argomento davvero particolare, che spero di trattate in più post. Un argomento a cui mi sto approcciando da un po’, non con totale aderenza, ma con forte curiosità di capire e sperimentare. Ne ho anche parlato nel mio post sui buoni propositi! Sto parlando della Fast Fashion e delle sue alternative in fatto di moda.

Ma cos’è la Fast Fashion? 

fast fashion

Letteralmente significa “moda veloce” e serve per indicare tutte quei brand di moda low cost che cambiano ogni settimana i propri prodotti negli store, proponendo sempre novità a basso costo e di qualità dubbia. Sì, esatto, sto parlando proprio di quei negozi che adoriamo tutte perchè con pochi euro possiamo rifarci totalmente l’armadio!

Perché, quindi, sono finiti sotto “accusa”? Fondamentalmente la motivazione sta proprio in questo loro approccio al mercato, aggressivo e non del tutto trasparente! Infatti, se ci soffermiamo a pensare davvero a ciò che compriamo e all’effettivo tempo necessario per produrre quei capi, spesso possiamo stupirci di quanto il costo non renda ragione del lavoro minimo necessario. Un cappotto, ad esempio, che è un capo elaboratissimo, difficilmente può corrispondere davvero ad esempio ad un valore di 30€, fosse anche solamente per le ore di lavoro necessarie per confezionarlo.

fast fashion

Ho sempre risposto, a queste mie domande, dicendomi che tutto trovava una sua giustificazione nella produzione industriale in larga scala. Dai tempi di Ford, infatti, si è scoperto che produrre in catena è sicuramente meno costoso che produrre un capo per volta, anche se poi non ne beneficia la qualità. Ecco perchè un abito sartoriale necessariamente costa di più di un abito industriale. Ma, nonostante questo, il gap tra i prezzi artigianali e quelli delle multinazionali low cost sono troppo grandi per poter reggere solo questa motivazione. E infatti, dietro, c’è molto di più!

I primi dubbi e ragionamenti li ho iniziati a nutrire dopo la visione di alcuni video su Youtube che parlavano proprio di questo: le Youtuber in questione, non solo denunciavano la Fast fashion, ma stavano iniziando a proporre un nuovo modo di approcciarsi alla moda e agli acquisti.

fast fashionMa il vero colpo di grazia mi è stato dato da un documentario che si trova su Netflix e che si chiama The True Cost. Il titolo già è riassuntivo: quanto è il reale costo? E’ una ricerca nel dietro le quinte di queste grandi aziende di moda, a partire dalla tragedia consumatasi in Bangladesh con il crollo della palazzina a Rana Plaza, un edificio commerciale di 8 piani, sotto in quale morirono ben 1129 persone. E’ considerato il più grave incidente mortale avvenuto nella storia dell’industria tessile. Sono proprio in luoghi come questi che i capi che noi arraffiamo con tanta soddisfazione nei negozi vengono prodotti. Ma a quale prezzo? Una maglia che acquisto a €15, in realtà come viene compensata del suo valore reale?? Chi lo paga?

La visone di quel documentario, le interviste a chi lavora in quei luoghi, ai sacrifici che devono sostenere, sia familiari che anche fisici, per non parlare dell’inquinamento ambientale prodotto non solo nei paesi del terzo mondo, ma anche nei nostri, ha dell’incredibile e provoca un senso di profonda rabbia e ingiustizia!

Sì, perchè non è assolutamente giusto tutto questo, ma allo stesso tempo ti rendi conto che la società e l’economia in cui siamo ora ti porta necessariamente a comportarti e consumare in questa maniera! Ci sono scelte politiche ed economiche dietro mondiali a cui si più fare ben poco.

fast fashion

Tuttavia, nel nostro piccolo, possiamo comunque fare molto: scegliere!

Scegliere di cambiare rotta, di non partecipare a questa giostra consumistica, di guardare i nostri armadi e capire realmente cosa abbiamo e di cosa abbiamo bisogno.

E’ un percorso, che io sto intraprendendo piano piano. Non è una conversione completa, ma un cammino. Non so se non comprerò mai più nelle grandi catene, non so se riuscirò a spendere tanto per poco e di qualità!

Tuttavia vorrei iniziare a approfondire, a conoscere, a valutare questa possibilità…a ragionare con la mia testa! E vorrei farlo anche qui con voi!

Sotto Natale… perchè sì sa che a Natale siamo tutti più buoni. E speriamo anche dopo!

Al prossimo post!

Cate

5 thoughts on “Fast Fashion: cos’è?

  1. Mi fa tanto piacere trovare altre persone che cominciano a pensare e a fare le loro scelte più ragionate! Non bisogna per forza subito fare delle scelte estreme ma pensare prima di fare ogni nuovo acquisto. Il mio blog parla proprio di slow fashion 🙂
    Kasia

  2. Articolo davvero interessante che rispecchia molto alcune riflessioni che faccio da un po’.
    Sono stata decisamente vittima del consumismo alimentato anche a soprattutto dal fast fashion (non sapevo si chiamasse così) e, da qualche mese, ho invertito completamente la rotta nauseata dallo spreco e dall’esageratamente superfluo…
    Non che sia diventata minimalista ma mi sono resa conto che ho già più di quel che mi serve e da quando ho smesso di alimentare la politica del consumo mi sento più libera 🙂

  3. Sono contenta che ci state arrivando a capire che dietro un capo d’abbigliamento di poco prezzo c’è chi paga prima un alto prezzo. Può essere un ragazzino che non può andare a scuola perché lavora in una “catena ” o un’operaia tessile del nostro paese che vede a rischio il suo posto e i suoi diritti perché accanto ci sono operai cinesi che lavorano 20 ore su 24! Grazie ciao

  4. Esattamente così:: assolutamente mi dissocio da quest era di altissimo consumismo e sbandieramento dell apparireNonessere:: nomegusta no!! Dopo il mio cammino di santiago ho realizzato che in un mese avevo indossato 2 paia di pantaloncini e 3/4 maglie..felpa sempre la stessa e via… realizzi che tutto il resto è davvero dettato dalla società e dalla superficialità consumismo attaccamento al materiale. .. stop!! Ora vivo in una città in Francia dove il riciclo e il riutilizzo sono alla base delle ambizioni del commercio locale:: meraviglia e ecologia allo stato puro☆

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