Viaggi

TRAVEL Provenza 2016 – Primo giorno

Dalle Marche alle gole del Verdon

Buongiorno a tutti e ben tornati tra queste pagine. Nel pieno di questa estate del 2017 riprendo un argomento che avevo iniziato lo scorso anno, ma non terminato, perchè credo possa essere utile a diverse persone: la nostra vacanza on the road in Provenza.

Per chi volesse rimettersi al pari con le puntate precedenti, vi lascio qui i link degli scorsi post:

#Provenza2016 il ritorno. Giorno zero

#Provenza2016 idee di outfit day by day

#Provenza2016 programma di viaggio

Tuttavia eccoci qui ad iniziare realmente il racconto, partendo da principio.

Il primo giorno, come da programma, ci aspettava un lungo tragitto in auto: dalle Marche saremmo dovuti arrivare fino alla regione del Verdon. Ecco che quindi siamo partiti molto presto, in modo tale da essere, per tarda mattinata, in zona Imperia (Liguria). Lì, primo stop per il rifornimento del metano e un caffè in autogrill.

L’ingresso in Francia è stato davvero emozionante: oltre la galleria di Ventimiglia, davanti a noi è comparsa la Costa Azzurra!

Sarà stata la suggestione, o sarà che è stato davvero così, la differenza con la costa italiana l’abbiamo notata subito, sopratutto nelle architetture che si ergevano sul mare: molto più maestose, lussuose, come se avessero tutte tratto ispirazione dal casinò di Montecarlo. Il primo pit-stop, doveroso, poco più avanti del confine, è su uno sperone che permetteva di vedere dall’alto il Principato di Monaco – Montecarlo.

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Da lì, suppongo, abbiamo imboccato al famosa Grand Corniche, una delle tre strade panoramiche (la più alta) che collegano Monaco a Le Turbie. Vi confesso che non è stato facile prenderla, e non sono neanche sicura che l’abbiamo percorsa tutta! Non ci sono indicazioni, ne’ sulle cartine, ne’ sui segnali stradali. Posso dirvi che ci siamo mossi in base alle fotografie che avevamo visto su internet!

Alla fine però, siamo arrivati a Le Turbie: un paesino carino, affacciato sul mare, con resti di un passato glorioso romano. Qui ci siamo fermati ed abbiamo fatto pranzo in un localino sulla strada principale!

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Oltre ai vicoli suggestivi e bellissimi, sicuramente l’attrazione principale è il Trophée des Alpes, un monumento trionfale del 6 a.C. dedicato alla “pace romana” nella regione e alla vittoria di Augusto sulle tribù ribelli. Da lì è possibile ammirare un panorama favoloso!

Abbiamo poi ripreso la strada e all’altezza di Nizza abbiamo svoltato per addentrarci verso l’interno. L’obiettivo era il borgo di Castellane, da cui partiva la strada lungo la gola del fiume Verdon fino al lago di St. Crox.

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Castellane si è presentato come un allegro e mite borgo di montagna, con un piccolo centro storico circondato da un fiumiciattolo sovrastato da un ponticello: tutto come nelle migliori cartoline! In quello che credo fosse il corso principale si snodava un mercatino paesano di prodotti tipici.

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Lo IAT, alla fine del corso, è stato molto disponibile a fornirci tutte le indicazioni per le gole del Verdon. Per cui, dopo un rapido giro per sgranchire le gambe, siamo ripartiti verso una strada che si innalzava sempre di più. Il tragitto è stato quanto mai piacevole: un panorama mozzafiato, l’aria limpida e fresca, i grifoni che volteggiavano sulle cime. Sulla strada per il lago, a strapiombo sul fiume, il passo di marcia è lento. In molti viaggiano lì per vedere il panorama, fermandosi nelle piazzole apposite che si affacciano sulla gola.

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La fine di questo percorso (durato all’incirca un paio di orette, se si contano foto e soste) è sul Lac St. Croix, questa distesa di acqua dolce che ci ha sorpresi alla luce del tramonto.

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La nostra prima notte l’abbiamo passata a Moustiers-Saint-Marie, altro borgo arroccato su una montagna spaccata in due. La leggenda racconta che il cavaliere di Blacas, per ringraziare la Vergine di essere tornato sano e salvo dalle crociate, fece issare una stella appesa fra le due pareti di roccia con una catena. E ancora oggi la stella veglia sulle teste degli abitanti scintillando al sole del tramonto.

Abbiamo piantato la tenda presso il Camping Saint Jean, poco fuori il centro storico. La temperatura era davvero bassa e fredda e noi non eravamo pronti. Però, pieni di entusiasmo per l’inizio di questa avventura ci siamo bardati bene e siamo saliti nel borgo per cenare.

Moustiers-Saint-Marie è pieno di localini bellissimi dove poter cenare. Hanno menù fissi composti da entratine, piatti principali e dessert (occhio, perchè non stiamo parlando di prezzi economici, anzi…)

Noi abbiamo scelto La Cascade, un ristorantino che a direttamente sopra il torrente che taglia in due il borgo.

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Dopo cena ci rimase solo il tempo di fare due foto e poi. Tra la stanchezza del viaggio e il freddo pungente, ci siamo chiusi dentro la nostra tenda.

Il giorno dopo eravamo pronti a ripartire per il lago di Saint Croix e Roussillon.

Al prossimo post

Cate