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Q come QUALCOSA NON VA – Diario di una Q.U.A.R.A.N.T.E.N.A.

Scrivere un blog ai tempi della prima pandemia globale della storia del mondo!

Forte, no?

Sono a casa da ben 19 giorni, da quando ci fu il primo decreto di chiusura, e come mio solito sento la necessità di riempirmi di cose nuove: nuove letture, nuovi interessi, nuove attività. E’ come se il tempo libero fosse uno spazio privilegiato per scartare tante barrette di cioccolato: ogni barretta è una nuova possibilità. Le assaggio tutte, e solo quelle davvero buone me le mangio.

Il “bello” è che questo lockdown non ha una fine chiara: si enunciano date ma nessuno ha il coraggio di confermarle. Ciò significa che io, che sono chiusa in casa da 19 giorni, in salute, ho, ogni mattina, davanti a me, tutto il tempo del mondo e nessun obiettivo che necessita di essere portato a termine: in parole povere, sono libera di fare e disfare a mio piacimento!

Questa libertà spaventa molti di noi. E’ una vera libertà che ha preso in ostaggio le nostre quotidiane false libertà, quelle che ci costruiamo ogni giorno ma che in realtà sono schemi che, per necessità o per fissazione personale, ci rendono schiavi del tempo.

Ci spaventa perchè dandoci la possibilità di fare tutto, in realtà non ci rende certo nulla. Perchè non abbiamo più le sponde del lavoro, o degli impegni in agenda, ad arginarci. Dobbiamo per forza farci una domanda: io, davvero, cosa voglio fare oggi?

Chi si annoia è colui che non ha voglia di far fatica, è colui che è talmente tanto abituato a fare ciò che la vita gli pone a piatto fatto che ora non si concepisce davvero in modo diverso. Con la scusa del “non mi piace nulla”, evita di conoscere nuove prospettive, non mette in moto il cervello per vivere le 24 ore che il buon Dio gli offre con una domanda di curiosità sulla realtà.

Siamo chiusi in casa, è vero, ma abbiamo internet!

E’ il mondo che viene da noi, perdinci!

Questa quarantena, è evidente, sta facendo emergere che QUALCOSA NON VA!

QUALCOSA NON VA a livello sanitario. A Gennaio tutti guardavamo la Cina, io in primis, con occhi da superbi abitanti occidentali che conoscono davvero come si campa al mondo: – è un virus che colpisce la razza asiatica – dicevamo – là i cinesi è gente che ha un’ igiene diversa dalla nostra, si lavano pochissimo – enunciavamo.  Poi è arrivato da noi, quelli che si lavano. E abbiamo scoperto che qualcosa non andava più neanche in come ci pulivamo le mani: strofina bene e canta “Tanti auguri a te”. Poi qualcosa non andava anche nel modo in cui vivevamo: state ad un metro di distanza e non vi abbracciate (cioè, a noi italiani, capito??). Infine qualcosa non andava e basta, quindi, tutti dentro casa, chiusi. Quarantena come i cinesi, quelli che non si lavano mai!

QUALCOSA NON VA a livello ambientale. Vabè su sta cosa ce la meniamo da mesi, Gretini da una parte, veganfan dall’altra. Come sapete, o se non lo sapete ve lo dico, da un po’ il mondo dell’etica e sostenibilità mi affascinano. Vi lascio qui qualche link a qualche articolo precedente. Ma stavolta, davvero, tutti ce ne siamo accorti: l’inquinamento globale si è ridotto DRASTICAMENTE, i delfini tornano a giocare nei canali di Venezia, non va a fuoco più nulla. In compenso però un asteroide ci minaccia e ogni tanto la terra trema da qualche parte. Secondo me sono brividi di emozione, non le pare vero che torna a respirare!

QUALCOSA NON VA a livello economico! Forse la più grande sciagura dei nostri tempi, quella realmente tragica, è che l’economia si è fermata di un botto. Tutta insieme! O meglio, tutta insieme a livello nazionale, mentre se guardiamo la complessità del mondo, sembra fare una grandissima Hola: sono partiti i cinesi, ad alzare le mani, finiranno gli Americani! OOOOOlè! Piano piano, ovunque, fabbriche e negozi di fermano. Serrande si chiudono, motori si spengono, per buona pace degli anziani cari inglesi di Boris Jhonson (che possono così forse avere una speranza). Il soldo non gira quasi più, ma le borse segnano positivo (almeno oggi, giorno in cui scrivo, è così). Viene denunciata agli occhi di tutti l’assurdità del sistema economico del 21esimo secolo. Si scopre lo smart working, che velocizza il lavoro di chi vive immerso nella fibra e fa bestemmiare chi invece vive ancora con una wifii da 8gb. E si scopre come vivono quelli che un lavoro non lo hanno da sempre, come vivevano i nostri nonni, condizionati dai tempi della campagna per cui in inverno, quando la terra non produce, si risparmia e si tiene da parte quei pochi spicci guadagnati. Non è sempre tempo di spendere, in barba alla globalizzazione. Già, la globalizzazione! Chissà se quando usciremo da qui esisterà più?

QUALCOSA NON VA a livello comunicativo. Se ripenso ai primi giorni, ai titoli dei giornali, alle bufale che viaggiano su internet, mi ribolle il sangue. Qualcosa non va nella categoria “giornalisti”, perchè informare non è sinonimo di creare panico ingiustificato. Eppure assistiamo quotidianamente ad articoli esagerati, propagande inutili e sterili, e con essi il popolo delle pecore che condivide e scrive, a sua volta, post tutti colorati e in maiuscolo con frasi tipo “Sardine dove siete?”. Spero siano tutte dentro casa, le Sardine, perchè ora è quello che devono fare!

Ditemi il senso e l’utilità di tutto ciò! Spiegatemela, perchè io non ci arrivo! Per non parlare delle catene di Sant’Antonio, dei decreti bufala o dei vocali whatsapp di fantomatiche dottoresse e infermiere che descrivono l’apocalisse. Per carità, sappiamo tutti che la situazione è critica e psicologicamente pesante, ma perchè quella dottoressa mi suggerisce, come soluzione al problema, di mangiare arance e bere acqua calda?

Il virus è nato dagli animali, e continua a propagarsi in un branco di pecore. C’è qualcosa che non va.

QUALCOSA NON VA  a livello politico. Prima sono i cinesi che non si lavano, poi è colpa degli italiani che sono troppo affettuosi…. ad un tratto una signora bionda, che qualcuno dice essere rappresentativa dell’Europa, si affaccia sui nostri teleschermi e, dopo il terzo o quarto decreto di Conte ed uno stato, l’Italia, al collasso economico, dopo il blocco di tir di mascherine alle frontiere interne all’Europa  e medici cinesi già negli ospedali nazionali da una settimana, bel bella lei,  ci dice che l’Europa è vicina a noi Italiani. Evidentemente qualcosa non va.

QUALCOSA NON VA a livello sociale. Il cambio delle abitudini è difficile. La gente non si rassegna a pensare che “stavolta tocca proprio a me” e continua a sciare, fare aperitivo, correre fuori, lavorare abusivamente, contagiare amici e parenti. Siamo la generazione dell’ anarchia relazionale e dell’omissione dell’obbedienza: sfigato chi obbedisce alle regole…. finchè il virus non tocca qualcuno che conosci. Allora chi sbandierava che stato e famiglia erano per una vita di merda, si ritrova a chiedere in nome della patria, ai suoi follower, di restare a casa. (Nulla da obiettare, è evidentemente rinsavito!). Orde di persone che facevano fino al giorno i fighetti  emancipati al nord corrono per tornare da mammà, in un paesino sperduto della Puglia, tra capre e maiali. La paura, l’ansia che sia toccato a te o che tu lo abbia trasmesso ai tuoi cari ti prende in maniera esagerata, insieme al senso di colpa perchè sai, tu sai, che in fondo lo avevi preso sottogamba questo virus cinese, ti barrichi in casa, non vedi nessuno, neanche il postino, fabbrichi mascherine con gli orsetti e ne metti cinque in una volta sola, fai la fila di un ora in farmacia per un ansiolitico (storia vera e autobiografica), mentre in giro vedi a spasso solo i ragazzini e gli anziani: i primi vivono ancora nella puerile spavalderia che nulla li può fermare, i secondi…hanno vissuto la guerra!

QUALCOSA NON VA ed io ho deciso di tenere questo diario della quarantena, al mio 19esimo giorno di lockdown, in salute, perchè nessuno mi vieta di farlo. E voglio vedere come va a finire!

 

p.s. ci sono anche tante cose positive… ma ne parleremo strada facendo, perchè quelle vanno gustate, assaporate e memorizzate per quando usciremo tutti fuori e dovremo ricostruire il mondo!