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Saldi SOSTENIBILI: 3 SPERANZE da portarsi in borsa!

 

Buongiorno cari lettori e ben tornati fra le pagine di questo blog! Feste finite, anno svalicato, si ricomincia a progettare e a sognare in grande! Io i miei obiettivi li avevo già stilati tutti a Settembre e non starò qui a rielencarli – già fatico abbastanza per mantenerli tutti!!

Da brava donna, però ho deciso di affrontare l’argomento che a Gennaio ogni femmina – ma anche qualche uomo – attende più di tutti, cioè i SALDI 2018! Lo farò, però, ripartendo da dove ci eravamo lasciati, cioè con occhio critico e attento rispetto a quelli che sono i valori etici e sostenibili che non sempre sono presenti dietro alle grandi catene di moda!

Ecco quindi le mie 3 speranze per una stagione di SALDI sostenibile, in tutti i sensi!

DISCLAIMER! Io sono una che predica bene e razzola male! Come già spiegato nel post precedente, mi sto approcciando a questo mondo della sostenibilità e della slow fashion da poco e ho anche io i miei dubbi e le mie abitudini da scardinare! Non pensate che, di quello che dirò, io metto in pratica tutto. Prendiamola più come un augurio e un obiettivo che tutte noi ci prefiggeremo in questi mesi di shopping!

1 – RICERCARE

La prima cosa che spero di riuscire a fare è una buona ricerca all’interno del mio armadio: tuffare un giorno la testa dentro le ante e gli scaffali e cercare la cosa che DAVVERO mi manca! Questo è un lavoro, a dire la verità, che andrebbe fatto durante tutta la stagione. Con il cuore proteso alla luce dei saldi, ogni qual volta ci accorgiamo che ci manca qualcosa, dovremmo annotarcelo nella mente e verificare se davvero è un bisogno reale o meno, sopratutto se, come me, avete fatto tanta fatica tra decluttering e guardaroba capsula a liberarvi della sgradevole sensazione di soffocamento da troppi abiti e non volete più ricaderci!

Fissatevi nella mente quel bisogno e confrontatelo con la realtà: quando vi vestite lo ricercate spesso? Quando passate davanti ad una vetrina e vedete il capo in questione, siete capaci di trovare buone motivazioni per averlo nonostante il suo costo (che spesso, diciamocelo, è elevato! Tanto a noi piacciono sempre i capi più costosi!)?? Se alla vigilia dei saldi il bisogno di quel determinato vestito è rimasto o, peggio, si è fatto pressante, allora potete a cuor leggero segnarlo nella lista delle “cose da comprare”. Fidatevi, la soddisfazione che proverete una volta acquistato è molto più grande!!

 

2 – SELEZIONARE

Prima di partire per un tour de force fra negozio reali o online, vi consiglio di selezionare quelli in cui vorrete andare o meglio… in cui NON vorrete andare!! Sopratutto se come me siete all’inizio della vostra conversione al sostenibile, sicuramente non siete pronte al grande passo e non riuscirete ad investire fin da subito grandi somme di denaro in capi di brand sconosciuti e costosi – perchè sì! La moda sostenibile, come è giusto che sia, costa!
Allora la mia seconda speranza è quella di riuscire a fare una prima selezione, eliminando dalla lista di negozi da frequentare quelli che SICURAMENTE non voglio appoggiare (ed eliminando dalla mia mente sconti e prezzi decisamente TROPPO bassi): ecco quindi che H&M, Zara, Stradivarius, Pull and Bear e compagnia bella non vedranno i miei soldi quest’anno! (Messaggio rivolto alle mie amiche: mettetevi il cuore in pace!)

Piuttosto, provo a ricercare negozi artigianali, o store dove la qualità dei capi si alza leggermente, anche se non c’è la massima sostenibilità, oppure provo a scovare maglierie o outlet italiani che vendono capi buoni a prezzi più che accessibili (non immaginate quanti ce ne sono vicino a noi!): previsione di spesa per un maglione sui 20€/30€. Accettabile direi!

Ma sopratutto per chi, come me, spesso guarda all’online, consiglio di iniziare con brand che, pur appartenendo alle grandi multinazionali della fast fashion, però sono dedicati ad un progetto sostenibile. Un esempio che forse non tutti sanno: Asos, sito dal quale tutte prima o poi compreremo o abbiamo comprato qualcosa, ha una sezione dedicata ai brand Eco-sostenibili che si chiama Eco Edit appunto. I brand in questione, come ad esempio Monki o Weekday, fanno parte ad esempio dei grandi gruppi come H&M, ma sono dedicati ad un progetto o un programma altamente sostenibile ed etico, pur rimanendo a prezzi contenuti. Certo, l’obiettivo finale è di non dare soldi e attenzione in nessun modo ad una multinazionale che, alla fine, sfrutta per la maggioranza dei suoi prodotti il terzo mondo e l’ambiente. Tuttavia anche incrementare l’acquisto di uno specifico brand rispetto ad altri è comunque un segnale chiaro che si invia all’azienda madre. In attesa di fare, in futuro, scelte migliori e più etiche.

3 – APPROFITTARE

Bè la terza speranza che nutro è quella di fare acquisti intelligenti, in base ai miei bisogni, ma anche togliermi qualche sfizio e magari approfittare dei costi più bassi per acquistare qualcosa che, a prezzo pieno non avrei mai comprato. Non tanto per il prezzo alto, ma perchè magari si tratta di un capo molto particolare, un trend specifico della stagione corrente o con colori e forme particolari che non sono sicura di mettere spesso: penso alle gonne lunghe, alle paillettes, ai colori sgargianti. Insomma, uno sfizio è sacrosanto toglierselo!

Ecco le mie tre speranze e i miei tre auguri che faccio a me e a tutti voi per questi saldi! In questa settimana, sul mio profilo Facebook pubblicherò vari post sull’argomento, che magari possono essere d’aiuto e d’ispirazione!!
E noi ci sentiamo la prossima settimana con un nuovo post!

Baci

Cate